L'Esperanza salpa in direzione dell'Atlantico, dove i "pirati" fanno
man bassa di miglia di tonnellate di tonno rosso, un mercato altamente
lucrativo. La pesca pirata del tonno Atlantico è solo un esempio di un
problema che è globale e riguarda tutti i mari del mondo e praticamente
ogni tipo di pesce. L'impatto di questa pesca pirata sulle popolazioni
ittiche è aggravato dalla distruzione dell'ambiente e della
biodiversità marina. Con palamiti lunghi anche 100 chilometri, cavi di
nylon da cui pendono migliaia di ami, i pirati catturano tartarughe
marine, squali ed uccelli marini, rigettati morti in mare a milioni
ogni anno.
"Vogliamo denunciare l'attività delle flotte che operano impunite in
ogni parte del mondo, dall'Oceano Antartico al Pacifico e
all'Atlantico, comprese le spadare italiane nel Mediterraneo" dichiara
Alessandro Giannì, responsabile campagna Mare di Greenpeace. "Bisogna
chiudere i porti ai pescherecci pirata, negare loro l'accesso ai
mercati e intraprendere azioni legali nei confronti di quelle aziende
che ne sostengono le attività, commercializzando i prodotti di questo
furto in grande scala"
A Parigi il 2 e 3 marzo si terrà la riunione della task force
ministeriale Ocse sulla pesca d'altura, che dovrà decidere anche le
iniziative da adottare contro la pesca pirata. "Sotto l'egida della
Fao, cinque anni fa, i governi hanno già concordato un piano d'azione
internazionale contro la pesca pirata (detta IUU ovvero Illegal,
Unregulated and Unreported)" commenta Giannì " I governi devono
smettere di chiacchierare e cominciare ad agire sul serio chiudendo
porti e mercati e perseguendo chi sostiene i pirati".
L'azione di Greenpeace contro la pesca pirata è la seconda parte della
spedizione "Difendiamo i nostri mari", la più ambiziosa spedizione
navale mai organizzata da Greenpeace che, in 14 mesi di navigazione, ha
l'obiettivo di denunciare le minacce ai mari del pianeta e ottenere una
rete di riserve marine che coprano il 40% dei mari della Terra. Già
45.000 persone sono diventati "Ocean defenders" per sostenere questa
richiesta: l'obiettivo di Greenpeace è di reclutarne un milione entro
la fine della spedizione, nel febbraio 2007.
Non tutti possono partecipare alle azioni di Greenpeace, ma tutti possono diventare "Ocean defenders":
www.oceans.greenpeace.org/it