Il ranching dei tonni è una tecnica di allevamento dei tonni su scala industriale assai dannosa perchè rischia di alterare gli equilibri degli ecosistemi marini.
IngrandisciI tonni rossi vengono ogni anno a riprodursi nelle tiepide acque del Mediterraneo. E ogni anno trovano ad attenderli una flotta sempre più imponente di pescherecci sempre più grandi. Queste imbarcazioni sono armate di tonnare volanti, reti così grandi da circondare un intero banco. Oltre a pescare nelle aree di riproduzione, le flotte non rispettano le quote e aumentano, di conseguenza, le catture di esemplari giovani. Il tonno rosso arriva alla maturità tra i 5 e gli 8 anni, ma gran parte dei tonni viene catturato prima di aver avuto la possibilità di riprodursi.
Negli ultimi anni si è aggiunta inoltre una nuova minaccia per i tonni rossi. È il ranching dei tonni, un'attività che unisce agli impatti dannosi dell'acquacoltura quelli di una pesca mal gestita. La produzione di tonni da allevamento supera le 51 mila tonnellate all'anno, quasi il 60 per cento oltre la quota annua di cattura ammessa. Per allevare questi pesci occorre prima catturare degli esemplari giovani che sono poi trasferiti in gabbie. I tonni vengono così messi "all'ingrasso" con un mangime prodotto a partire da pesci più piccoli. Per produrre un chilo di tonno si utilizzano fino a venti chili di mangime e si innesca un circolo vizioso che porta a un ulteriore sovrasfruttamento delle risorse ittiche.
È triste constatare che sia l'aumento dello sforzo di pesca che quello dell'ingrasso del tonno sono stati finanziati dall'Unione Europea con sussidi che negli ultimi 10 anni hanno superato i 28 milioni di euro.
Oggi si è tenuta una conferenza stampa a bordo della nave Esperanza, ormeggiata nel porto di Barcellona, in Spagna. Alla conferenza ha anche preso parte un esperto del WWF che lancerà a breve un rapporto sulla pesca illegale dei tonni nel Mediterraneo. L'Esperanza salperà poi alla volta delle Baleari - una delle zone di riproduzione dei tonni rossi - per la quarta tappa della spedizione "Defending Our Oceans" che sarà occasione per denunciare la pesca pirata dei tonni, celebrare l'incredibile biodiversità che ancora resiste nel Mediterraneo e proporre le possibili soluzioni alla crisi del nostro mare: anche nel Mediterraneo serve un network di aree marine protette per tutelare le aree di riproduzione dei tonni e più in generale tutta la biodiversità marina.