I pescatori francesi di tonno hanno bloccato e abbordato la Rainbow Warrior all'ingresso del porto di Marsiglia. Più di 25 imbarcazioni hanno circondato la nostra nave ammiraglia, impedendole la navigazione.
IngrandisciLa Rainbow Warrior doveva attraccare ieri nel porto di Marsiglia per effettuare un open ship, nel contesto del tour di sensibilizzazione e informazione sui problemi della pesca nel Mediterraneo iniziato a giugno. L'ingresso in porto non è stato tuttavia possibile. Le autorità portuali hanno, difatti, revocato il permesso di attracco, perchè una ventina d'imbarcazioni per la pesca del tonno avevano, nel frattempo, bloccato la nave ammiraglia di Greenpeace, creando una situazione di tensione.
Il blocco è continuato per tutta la giornata di ieri. Per difendersi dall'ostilità dei pescatori è stato necessario anche mettere in acqua i gommoni. Questa mattina la situazione è però degenerata quando alcune delle imbarcazioni presenti hanno messo in atto un abbordaggio in piena regola: i pescatori hanno usato delle cime per legare le proprie imbarcazioni alla nave e impedire ogni possibile accesso a bordo, senza esitare a usare gli idranti anche contro l'incolpevole equipaggio.
Le autorità francesi hanno nel pomeriggio disposto l'invio di un rimorchiatore, l'ETV Abielle Flanders, per rimorchiare la nave di Greenpeace e scortarla fuori dalle acque territoriali francesi. Per mitigare le tensioni che si erano via via create, Greenpeace non si è apposta alla decisione delle autorità marittime francesi, ma deve essere chiaro che la Rainbow Warrior non ha infranto alcuna legge e il clima di tensione è stato una conseguenza del comportamento dei pescatori francesi.
La Rainbow Warrior avrebbe tranquillamente potuto abbandonare le acque territoriali francesi con i propri motori e senza l'ausilio di un rimorchiatore. Era stato deciso, in ogni caso, di ripartire oggi pomeriggio per andare in Spagna, a Cartagena, e continuare la campagna di sensibilizzazione e informazione sulla crisi del Mediterraneo.
Le popolazioni di tonno rosso nel Mediterraneo sono duramente minacciate da pratiche di pesca intensive e irresponsabili. I pescatori di tonno che oggi spadroneggiano nei porti fanno quello che vogliono in alto mare, senza rischiare controlli o sanzioni. Questi pescatori che oggi ci attaccano dovrebbero invece assumersi le proprie responsabilità e guardare in prospettiva, sostenendo la nostra proposta di istituzione di una rete di riserve marine, che è un passo necessario per avere in futuro un mare pescoso e in salute.