Nei mari del nord, la pesca eccessiva mette a rischio gli stock di merluzzi. Molti esemplari vengono catturati prima di raggiungere i due anni di età, senza avere pertanto la possibilità di riprodursi.
Ingrandisci"Questo è un importante passo avanti verso la salvaguardia delle riserve di merluzzo del Baltico fortemente in pericolo", dichiara Ida Udovic, Campagner Oceani di Greenpeace a bordo della nave Artic Sunrise. "È bello vedere che le grandi catene di supermercati si stanno impegnando dove i nostri politici hanno fallito". La nave di Greenpeace, Artic Sunrise, si trova nel Mar Baltico per denunciare il problema della pesca pirata che viene portata avanti nella regione. Greenpeace chiede la creazione di una rete di riserve marine per fermare la pesca illegale e permettere il recupero delle riserve di merluzzo.
Axfood AB - uno dei più grandi rivenditori di alimenti in Scandinavia - ha accettato di ritirare dagli scaffali una partita di filetti di merluzzo congelati fino a quando il produttore, Västkustfilé, non garantirà che il prodotto non contiene pesce catturato illegalmente. LIDL, accettando le richieste di Greenpeace, inizierà ad acquistare merluzzo proveniente solo dai porti norvegesi e islandesi, in modo tale da minimizzare il rischio di comprare merluzzo catturato illegalmente. Netto, a partire da oggi stesso, interromperà l'acquisto di merluzzo proveniente dal Mar Baltico.
"È assurdo che oggi una compagnia possa continuare a comprare merluzzo proveniente da uno stock di pesce in grave pericolo e pescato illegalmente", ha aggiunto Udovic di Greenpeace. Molti altre catene di vendita continuano ad essere complici nel mercato del merluzzo pescato illegalmente e in modo non sostenibile. ICA group ha dichiarato, ad esempio, di voler continuare ad acquistare merluzzo del Baltico mentre Bergendahlsgruppen/City Gross non ha neanche risposto alla nostra richiesta di informazioni.
Quello di cui ha bisogno il Mar Baltico è una rete di riserve marine. Le varie normative nazionali vigenti non hanno di fatto mai funzionato. Le riserve marine sarebbero di gran lunga più efficaci per portare avanti una politica di controlli. Ogni peschereccio che lavori nel Mar Baltico dovrebbe inoltre essere equipaggiato con delle apparecchiature a bordo che ne consentano la sorveglianza elettronica. I controlli a terra e a largo dovrebbero essere intensificati e si dovrebbe provvedere alla creazione di una lista nera delle imbarcazioni che praticano pesca illegale.