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S.O.S. balene: l'Islanda riapre la caccia!

Allarme rosso per i grandi cetacei: l'Islanda riapre la caccia commerciale alle balene. Tre anni fa Greenpeace aveva deciso di sostenere l'ecoturismo in Islanda, chiedendo in cambio, al governo islandese, di non riprendere le attività di caccia: 70.000 potenziali turisti avevano risposto al nostro appello. Ma la politica ha la memoria corta.

Vittoria! L'Australia chiede una moratoria sulla pesca a strascico negli abissi marini

Dopo aver ricevuto più di 32.000 email dai nostri Ocean Defender sparsi in tutto il mondo, l'Australia sta chiedendo alle Nazioni Unite di fermare la pesca a strascico negli abissi marini. Se anche l'Unione Europa facesse lo stesso...

La Unilever e il riciclaggio di merluzzi dal Baltico

Iglo Birds Eye Frozen Food è il primo rivenditore di cibo congelato in Europa. Lavora soprattutto in Inghilterra, con il nome di Birds Eye e in Germania e Austria, con il marchio IGLO. La Birds Eye dichiara, con orgoglio, di produrre ogni anno così tanti bastoncini di merluzzo da poter fare il giro dell'equatore. Ma molti di questi bastoncini sono fatti di pesce pescato illegalmente nel Baltico e nel Mare di Barents.

Vittoria di Greenpeace: supermercati scandinavi dicono no alla pesca illegale

Le tre maggiori catene scandinave di supermercati, la Netto Sweden, la Lidl e la Axfood (Willy's/Hemköp), hanno promesso di non comprare più merluzzo proveniente dal Mar Baltico. Almeno un terzo del merluzzo proveniente dal Mar Baltico, infatti, viene pescato illegalmente e la pesca pirata costituisce il più grave ostacolo al recupero delle popolazioni ittiche.

Rainbow Warrior sotto assedio a Marsiglia

Due giorni di assedio, il porto di Marsiglia sulla sfondo e uno sciame di pescherecci inferociti. La Rainbow Warrior è stata bloccata e abbordata da alcuni pescherecci francesi attrezzati per la pesca del tonno. Solo nel pomeriggio, con l'ausilio di un rimorchiatore, le autorità locali hanno scortato la nave fuori dalle acque territoriali. FOTO

Azione a fontana di Trevi. Una sirena in rete a per dire no alla pesca pirata.

Blitz di Greenpeace alla Fontana di Trevi: una sirena è emersa dalle acque della fontana intrappolata in una spadara mentre altri attivisti reggevano striscioni con scritto "La pesca pirata uccide il mare" e "L'unica grande rete che vogliamo è una rete di riserve marine".

Pesca all'italiana: indennizzi in tasca e spadare in acqua.

Continua la battalia di Greenpeace contro le spadare, le reti killer che uccidono delfini, balene e tartarughe marine. Stanotte, al largo di Capo Palinuro, la Rainbow Warrior ha intercettato due pescherecci provenienti dal porto di Bagnara Calabra, "Athena" e "Odissea", che pescavano con questo tipo di reti illegale. Una delle due imbarcazioni, il peschereccio "Athena", ha usufruito in passato degli indennizzi per la riconversione delle proprie attrezzature di pesca, ma evidentemente non li ha spesi bene.

Greenpeace sequestra una rete ferrettara e libera una tartaruga

Sono le tre e mezzo del mattino quando entra in azione al largo di Ponza la "Rainbow Warrior". Circa 25 attivisti di Greenpeace - alcuni dei quali sub - hanno confiscato simbolicamente un pezzo di "ferrettara", una sorta di piccola spadara illegale. Inizia ormai ad albeggiare quando si scopre che nella rete è impigliata anche una tartaruga marina. Ma per fortuna è un'avventura a lieto fine: la tartaruga, apparsa in buone condizioni, è stata difatti subito liberata in mare.

SOS Mare: servono 32 riserve marine per salvare il Mediterraneo

Il Mar Mediterraneo è vicino al collasso: lo sfruttamento eccessivo delle risorse ittiche, le spadare, il ranching dei tonni, l'inquinamento e gli impatti dei cambiamenti climatici sono solo alcuni fattori di una crisi sempre più profonda e preoccupante. Greenpeace ha presentato oggi un rapporto per chiedere di istituire, all'interno del Mediterraneo, un network di 32 riserve marine a tutela di uno degli ecosistemi più fragili del Pianeta. Alla conferenza stampa, che si è tenuta a bordo della Rainbow Warrior ormeggiata nel porto di Genova, è intervenuto anche Beppe Grillo.

Allarme rosso per i tonni nel Mediterrano

Quello dei tonni non è di certo un futuro roseo: l'estinzione commerciale del tonno rosso è un rischio concreto a causa della pesca pirata e delle attività di ranching. Negli ultimi vent'anni le popolazioni di tonni rossi adulti sono diminuite dell'80 per cento. L'Iccat [ Commissione Internazionale per la Conservazione del Tonno Atlantico ] ha stabilito che ogni anno non si possono pescare più di 32 mila tonnellate di tonni. Un rapporto di Greenpeace, lanciato oggi nel corso di una conferenza stampa a Barcellona, dimostra purtroppo che le catture superano questa quota del 37 per cento.

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